Cosa succede quando la cucina incontra la stregoneria popolare, la memoria orale e gli ingredienti dimenticati? Succede che un piatto di nervetti al miele di erba cavallina può trasformarsi in una storia da ascoltare quasi come una formula magica.
Sabato 23 maggio, all’interno di Porchettiamo, arriva uno degli appuntamenti più originali e affascinanti del programma: “L’Incanto di Matteuccia: nervetti al miele di erba cavallina. Ovvero come ti ammalio l’insalata”, talk e cucina con Guido Farinelli e Gigi Passera.
Un incontro che mescola storia dell’alimentazione, folklore, racconto gastronomico e cultura culinaria, trasformando la tavola in un luogo dove il cibo non serve soltanto a nutrire, ma anche a evocare immagini, memorie e immaginari collettivi.
Dal rogo di Matteuccia alle magie quotidiane della cucina
Il titolo dell’incontro prende ispirazione da Matteuccia di Ripabianca, figura realmente esistita nella storia umbra del Quattrocento, ricordata come una delle donne accusate di stregoneria e condannate al rogo.
Da quella vicenda storica parte un percorso che attraversa secoli di cucina popolare, superstizioni, erbe, rituali domestici e ricette nate molto prima che la gastronomia diventasse moda.
Perché per secoli il cibo è stato anche questo: medicina, seduzione, rito, paura, desiderio, cura e mistero.
Ed è proprio in questo spazio sospeso tra rigore storico e libertà narrativa che si muovono Guido Farinelli e Gigì Passera, costruendo un racconto che alterna aneddoti, ingredienti, memoria orale e suggestioni contemporanee.
Guido Farinelli e Gigì Passera: il cibo come racconto
Chi conosce il lavoro di Guido Farinelli sa quanto la sua ricerca parta sempre dai margini: osterie, tradizioni popolari, culture subalterne, ricette tramandate più a voce che sui libri.
Accanto a lui, Gigi Passera porta uno sguardo narrativo e profondamente curioso sulla cucina quotidiana, fatta di dettagli, gesti e trasformazioni capaci di rendere straordinario anche ciò che sembra semplice.
Il risultato non sarà una conferenza accademica né una semplice degustazione, ma una conversazione viva e conviviale, dove la cucina diventa materia narrativa.
Nervetti al miele di erba cavallina: un titolo che è già un manifesto
“Nervetti al miele di erba cavallina” sembra il nome di una ricetta uscita da un manoscritto medievale trovato in una cucina contadina.
Ed è proprio questo il punto.
L’incontro gioca continuamente sul confine tra reale e immaginato, tra ricostruzione storica e immaginario gastronomico, tra sapere popolare e cucina contemporanea.
Un modo per ricordare che la cucina italiana più autentica nasce anche dalla contaminazione, dalla memoria e dalla capacità di trasformare ingredienti semplici in qualcosa di memorabile.
Aspettatevi racconti di:
- erbe e preparazioni popolari;
- antiche credenze legate al cibo;
- ricette nate tra campagne, osterie e cucine domestiche;
- ingredienti dimenticati e reinterpretati;
- piccoli “incantesimi” gastronomici capaci ancora oggi di sorprenderci.
Un appuntamento perfettamente nello spirito di Porchettiamo
Da sempre non è soltanto un festival dedicato alla porchetta, ma un luogo dove il cibo popolare diventa occasione di incontro, racconto e scoperta.
Tra panini, produttori, birre artigianali, degustazioni e musica, eventi come questo ricordano quanto la cultura gastronomica italiana sia fatta anche di storie laterali, tradizioni orali e immaginari collettivi.
Perché dietro ogni sapore, spesso, si nasconde un racconto molto più grande.
Quando e dove
📍 Sala Vetrata – Piazza Garibaldi, Todi
📅 Sabato 23 maggio 2026
🕛 Ore 12:00 – 13:00
Prenota ora il tuo posto su Eventbrite.



